XIV CONGRESSO UBI

Bonsai Forum

Magazine on line

ICHIBAN

Appuntamenti
<<  Set 2010  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9
2021222324
27282930   
Tot. visite contenuti : 3954
Utenti online
 3 visitatori online

San Marino Bonsai 2004 un ospite illustre Kunjo Kobayashi

Che sia una persona particolare, quasi un giapponese atipico fra i maestri bonsai del sol levante, è possibile rendersene conto facilmente. L’abbiamo incontrato la prima volta nel 2000 durante il classico viaggio in Giappone per vedere la Sakufu Ten. Una telefonata di una amica che vive in Giappone, un appuntamento fissato senza tante formalità o problemi ed eccoci alla porta di quella casa oggi divenuta museo bonsai. Il Maestro e la sua gentile consorte Signora Fumiko ci vengono incontro e ci accompagnano nella saletta adibita a ricevere gli appassionati del bonsai. Te, frutta e dolcetti vengono distribuiti con cortesia a questi ospiti improvvisati che con tipica invadenza occidentale girano per il giardino del maestro per carpire ogni piccolo segreto dei grandi capolavori presenti. Poi ancora una visita guidata al Museo Takagi, i biglietti d’ingresso per la mostra a Kyoto e dopo innumerevoli fotografie i saluti con la speranza di poter ricambiare l’ospitalità. 2001 a Monaco Di Baviera, Congresso mondiale, Kobayashi fa parte della delegazione Giapponese e con un tipico fuori programma inscena una danza sul palco.

San Marino nel corso del meeting EBA propone la candidatura per il Congresso EBA del ventennale, ci sono già idee chiare su chi potrà essere l’ospite principale, candidatura definita ed accettata nel corso del Congresso EBA del 2002 a Trevarez. Definiti i dettagli organizzativi a Hilava nel 2003, nel febbraio 2004 siamo nuovamente a Tokyo in quello che nel frattempo è divenuto il Museo Kobayashi, collezioni di vasi antichi, tavolini bonsai, capolavori inseriti in splendidi tokonoma in serie cui si accede attraverso un corridoio con un soffitto realizzato in pregevole legno di criptomeria. Capolavori che lo stagista di turno, il Texano Tom Kodiak,  ogni sera riporta all’aperto ed il mattino successivo riposiziona nel tokonoma. Si pranza insieme, sottoponiamo alla sua attenzione il programma della Convention  e la bozza dei francobolli dove è riprodotta la sua pianta, è visibilmente commosso così come quando parliamo dei suoi amici italiani in particolare di Costantino Franchi di Pistoia cui si raccomanda di portare il suo saluto. Giriamo insieme a lui alcuni vivai fra cui quelli dei suoi allievi, è motivo di soddisfazione raccontarci dei premi e dei riconoscimenti da loro vinti come a segnalarci la sua capacità di trasmettere l’arte del bonsai. Ci si saluta con l’immancabile foto al centro del giardino non prima di avere provveduto ad un rapido cambio dell’acqua del grande piatto rotondo (un piccolo velo di patina avrebbe potuto rovinare nella fotografia la perfezione di quel giardino) e ci si immerge nei giorni successivi fra le splendide piante del Kokufu. Gli facciamo notare come siano aumentate numericamente le piante di dimensioni inferiori a quelle consuete viste alla mostra, ci risponde con un sorriso dicendo che i bonsaisti giapponesi sono sempre più vecchi e che quindi hanno difficoltà a curare grandi bonsai. 
San Marino Bonsai 2004 finalmente ai nastri di partenza, Kobayashi apprezza il bel panorama della Val Marecchia visibile dal suo albergo e già da qualche ora ha percorso le vie che portano alle torri in cima al monte Titano. Al Palazzo dei Congressi segue l’allestimento delle mostre curandone alcune personalmente, è disponibile con tutti per calligrafie, autografi,  fotografie e interviste televisive. Particolarmente interessato alle istituzione di San Marino durante il ricevimento dei Capitani Reggenti segue con attenzione ogni parola che l’interprete traduce per lui e mostra vivo compiacimento per questa attenzione che gli viene dedicata. Sabato pomeriggio finalmente è la sua giornata, conosce personalmente i suoi collaboratori, Lorenzo, Sandro e Valerio, che chiama per nome e soprattutto il conduttore, quel Marco Invernizzi che col bonsai giapponese un rapporto l’ha già avuto.  Ma prima di iniziare vuole mostrare con orgoglio alcune diapositive delle sue piante e della sua casa e parlare della storia di alcuni suoi bonsai. Ha visionato i materiali in fotografia in precedenza, ora li scruta con attenzione e chiede ai collaboratori come vogliono procedere nella lavorazione, anche il pubblico della sala viene coinvolto nelle scelte grazie a Marco speaker d’eccezione.  La dimostrazione va ben oltre il tempo previsto e la conclusione virtuale delle lavorazioni può essere realizzata solo per alcune piante. Kobayashi guarda interessato il grafico che abilmente al computer completa le lavorazioni con tanto di rinvaso e arricchimento della chioma. Apprezza queste realizzazioni e ci dice che queste cose in Giappone non possono farle perché i bonsaisti non sono più giovani e quindi non sanno usare il computer.
Nei momenti conviviali si prova a parlare del più e del meno, ma è più forte di noi e l’argomento cade sempre sul bonsai. I bonsaisti Italiani sono veramente bravi e alcune delle loro piante sono veri capolavori, ha molta ammirazione per loro il maestro e vedrebbe di buon grado un loro soggiorno in Giappone presso di lui, chissà …. E’ importante essere bravi bonsaisti ma altrettanto importante è possedere quello che lui chiama lo spirito del bonsai e non tutti i bravi bonsaisti hanno lo spirito del bonsai; la signora Fumiko lo ascolta con attenzione e annuisce. Quando mostra con orgoglio la foto delle sue tre figlie si capisce come al compiacimento per la loro grazia e le loro attività professionali una piccola amarezza sia data dal fatto che tutte amano il bonsai ma che nessuna di loro seguirà le orme del padre. Lui che ha abbandonato i fiori perché la loro bellezza dura solo alcuni giorni ed ha scelto i bonsai per la loro grande longevità. Kunio non ha alle spalle un tradizione  familiare di bonsai, è un pò una figura atipica nel mondo bonsaistico giapponese ma ha molto a cuore la diffusione dell’arte bonsai e ciò traspare quando parla con compiacimento dei suoi allievi. E allora ci racconta del suo impegno svolto a favore del bonsai, coi giovani nelle scuole, in una serie televisiva  dedicata al bonsai e infine della sua rivista di tecnica e cultura bonsai. Ci dice che è necessario diffondere lo spirito del bonsai nei giovani perché senza di esso finirà la cultura del bonsai e allora rimarranno solo  i ricordi di una vecchia arte.E’ il momento di salutarsi, diciamo entrambi arigato gozaimasu e arrivederci, a Tokio o a San Marino non si sa, ma di sicuro arrivederci.

 
Banner
Banner
Banner

Designed by Fabrizio Garattoni.